Dilettanti allo sbaraglio

Nello scacchiere internazionale.

Giuseppi, al secolo Giuseppe Arlecchino Conte e Giggino ‘O Webmaster, al secolo Luigi Bibitaro Di Maio stanno coprendo di ridicolo una Nazione che ha una tradizione come di elemento di mediazione nelle crisi internazionali.

La strategia decisa dall’Avvocato d’Ufficio degli Italiani e dall’Uomo da Congiuntivo Impossibile è quella di fingersi morto di fronte all’orso nella speranza di non essere notato.

Una delle declinazioni della decrescita infelice.

Sono agonizzante quindi quasi non esisto.

iRoby

Liberale è …

A quattro anni dalla sua scomparsa, anche grazie alla sollecitazione di alcuni Amici, mi piace ricordare un ottimo liberale, Valerio Zanone.

Lo faccio in maniera per nulla originale, riprendendo un suo discorso segnalato, appunto, dai miei Amici sui social.

Un modo comunque, magari banale, per condividere e far conoscere l’attualità del suo pensiero, riassunto in una delle più belle esposizioni nel discorso pronunciato in conclusione del Congresso nazionale del PLI di Firenze del 1981.

Liberale è darsi una regola piuttosto che doverla ricevere.

Liberale è la società aperta che riconosce a ciascuno il diritto e la possibilità di diventare ciò che vuol essere.

Liberale è rinunciare all’illusione della società perfetta, ma cercare ogni giorno di correggerne qualche imperfezione.

Liberale è l’iniziativa individuale combinata con la responsabilità collettiva.

Liberale è il rifiuto di staccare nel tempo la libertà e la socialità; ai marxisti che promettono la libertà dopo la socialità, ai conservatori che promettono la socialità dopo la libertà, i liberali devono rispondere che libertà e socialità si guadagnano e si perdono insieme.

Liberale è la sintesi difficile non impossibile, fra l’efficienza del mercato, le riforme della socialità, le regole della democrazia.

Liberale è chi non delega e non si sottomette, chi chiede al grande fratello pubblico il conto delle spese.

Liberale è chi ha letto vent’anni fa il romanzo di Orwell, scopre che il fatidico 1984 è alle porte, e prepara la difesa contro la più illiberale delle diseguaglianze, quella che potrebbe istaurarsi fra una massa livellata e un’oligarchia di livellatori.

Liberale è il rifiuto di separare il tempo della propria vita, di scinderlo fra un tempo di lavoro senza fantasia e un tempo libero senza significato.

Liberale è la voglia di cambiare ogni tanto lavoro e pensieri, di imparare qualcosa anche quando è finita la scuola.

Liberale è per noi, italiani, credere nella vivacità e opporci alle politiche che la mortificano, respingere le lamentazioni catastrofiche, avere fiducia in questo paese dissestato e grande; e cercare nelle ragioni della libertà le nostre ragioni di speranza.

iRoby

Quando lo Stato non c’è più

A Napoli gli ospedali, il personale medico e paramedico, il 118 sono ostaggio di persone violente che esercitano violenza inaudita nei loro confronti.

Leggo su Repubblica on line:

Aggressioni ai medici

Pronto soccorso come checkpoint  in territori di guerra” 

Ambulanze sequestrate

Situazione di guerriglia

La sola lettura dell’articolo mette i brividi.

Eppure molti continuano a tessere le lodi del Premier Giuseppi e del suo Ministro degli Interni che ha il merito di non apparire sui social.

Il Direttore Generale dell’ASL ha dichiarato: “siamo in guerra ma non arretriamo“.

Cosa deve succedere di peggio?

iRoby

Giuseppi, c’è Giggino?

Mike Pompeo nelle ore precedenti l’attacco americano neanche ha provato a cercarlo, considerando la sua opinione assolutamente irrilevante.

Debolezza dell’Italia nello scacchiere mondiale?

Non solo, anche una palese e strutturale irrilevanza personale del Ministro degli Esteri.

Si può essere infatti portatori di autorità, quando si rappresenta una nazione forte, oppure di autorevolezza, anche senza necessariamente possedere il tono muscolare di un pugile.

Giggino non possiede neppure in misura omeopatica le doti di statisti come Andreotti, Craxi, Amato, Dini, D’Alema, (…), Bonino, solo per citarne alcuni per i quali Mike Pompeo un gettone telefonico lo avrebbe utilizzato volentieri.

Invece quel gettone per chiamare Giggino lo ha considerato sprecato.

Donald Trump da parte sua deve avere rassicurato i suoi consiglieri che prima o poi Giuseppi lo avrebbe informato.

Poi, a cose avvenute, deve avere pensato che tutto sommato la notizia in qualche maniera Giuseppi la avere ormai avuta, magari dal Blog di Beppe Grillo, quindi inutile sprecare il credito telefonico della prepagata per una chiamata internazionale.

Per memoria, il primo ministro degli Esteri del dopoguerra e della neonata Repubblica Italiana è stato Alcide De Gasperi, adesso nel mondo siamo rappresentati da Giggino ‘O Webmaster, al secolo il Bibitaro dello Stadio San Paolo.

Qualcosa nel frattempo è andato storto.

iRoby

Esprimere un giudizio?

No, per adesso proprio non me la sento.

Preferisco una sincera manifestazione di incompetenza.

Mi riferisco alla uccisione di Soleimani e della conseguente tensione tra USA e Iran.

Ammetto di non avere gli elementi informativi di base per potere esprimere una valutazione di senso compiuto.

Non so dire se Trump ed i suoi consiglieri abbiano fatto la cosa giusta.

E non invidio certamente quelli che continuano ad esprimere valutazioni certe e nette, tutte in grassetto sottolineato, sui social.

Preferisco aspettare, approfondire, legge, capire piuttosto che urlare al vento vuote parole frutto di vuoti pensieri.

iRoby

Bicchiere mezzo pieno?

Ovvero quello che ha cercato di farci vedere il Presidente Sergio Mattarella nel suo discorso motivazionale di fine anno.

Peccato che durante le mie non vacanze di fine anno io abbia avuto il tempo di leggere Lezioni Cinesi di Francesco Grillo e La Società Signorile di Massa di Luca Ricolfi.

Due ottime letture che da punti di vista diversi il bicchiere lo descrivono decisamente mezzo vuoto, almeno se riferito al Bel Paese.

E stiamo parlando di un economista e di un sociologo che per loro natura non mi risultano essere dei pessimisti cosmici.

Accademici che sono soliti osservare la realtà e descriverla con le lenti e la penna della scienza e non con partigiana soggettività.

I loro libri sono inoltre densi di numeri che, per loro natura, solitamente non mentono.

Comprendo lo spirito e le finalità del discorso del Presidente, creare un minimo di aspettative positive, ma temo che l’effetto sia stato meramente omeopatico a fronte di una malattia purtroppo molto grave.

iRoby

Papa Camillo

In qualche maniera era scritto fin dal primo giorno che Papa Francesco sembrava uscire dalla penna di Giovannino Guareschi.

E così la reazione al maleducato strattone della signora è stata in linea con quello che avrebbe avuto Don Camillo in una situazione simile.

Insomma, un po’ va bene ma poi basta.

Del resto un prete non è che un uomo e anche il Papa non è certamente nulla di diverso e sicuramente men che meno di un Dio in terra.

iRoby

La tocco piano

The Irishman è una cagata pazzesca.

Nell’anno del ventiventi ho deciso di essere politically incorrect.

Quindi niente sconti.

Ho buttato via 209 minuti per vedere la versione moderna de La Corazzata Potëmkin.

Un film lento, scontato e prevedibile in ogni momento.

Un cast stellare letteralmente buttato via.

Ho dovuto consolarmi con delle clips di C’era una volta in America.

iRoby

Buoni propositi per il 2020?

Ovviamente nessuno, secondo la cifra distintiva del mio modo di vivere.

Almeno nulla di serio.

Proprio per trovarne uno vorrei tornare a dedicare un pochettino più di impegno al Blog, che ultimamente ho decisamente trascurato.

Non si è trattato di mancanza di tempo e neppure di disaffezione.

Per questo non intendo chiudere il Blog ma piuttosto impegnarmi di più quando scrivo.

iRoby