La sconfitta

Ribadisco, la sconfitta e non una semplice sconfitta per la nostra democrazia.

Mi riferisco, e non voglio essere frainteso, alla decisone, evidentemente prudenziale e doverosa, di assegnare una scorta a Liliana Segre, a cui va la mia totale e indiscutibile solidarietà.

Il fatto che la Senatrice sia stata ripetutamente minacciata, fino ad avere bisogno di essere messa sotto protezione, segna in maniera indelebile il clima incivile in cui è piombato il nostro Paese.

Lo si avverte in ogni contesto e i social altro non sono che lo specchio ed un amplificatore della mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, delle persone e del loro libero pensiero.

I così detti vaffa days, il movimento del forcone, le manifestazioni violente dei centri sociali sono elementi che si sono stratificati in un contesto dove la propensione è fisiologicamente da tifo da stadio.

Uscirne in maniera civile sarà sempre più difficile, soprattutto quando al governo albergano da tempo dei dilettanti allo sbaraglio.

iRoby

Incapacità strutturale

A capo un chiacchierato mediocre avvocato che ha vestito in ordine le parti di Arlecchino servitore di due padroni, di Azzecca-garbugli e di novello Napoleone.

Al traino il fratello di Montalbano però in versione Catarella, il bibitaro del San Paolo al secolo Gigino ‘O Webmaster dal congiuntivo che uccide peggio di una alitosi e poi, the last but not the list, l’uomo dello stai sereno che suona come una sentenza.

Questa è la compagine di governo che dovrebbe traghettare il Paese dalle sacche del declino verso un glorioso futuro.

Il mio pessimismo, lasciatemelo dire, non è ideologico ma pragmatico.

iRoby

Qual è il problema?

Nessuno, si chiude l’ILVA e si sostituiscono i posti di lavoro persi con altrettanti redditi di cittadinanza.

Questa è la sublimazione della decrescita felice.

E dove si trovano le risorse per pagare i rediti di cittadinanza?

Semplice, tassando il reddito di quelli che lavorano.

Ma sono sempre di meno.

Nessun problema, si alza il livello impositivo.

Ma così il sistema collassa.

Nessun problema, era marcio.

iRoby

Rosolatura a fuoco lento

Questo è il metodo di cottura che Matteo Renzi sembra avere deciso di utilizzare per cucinare a puntino Giuseppi.

Il Movimenti Cinque Stelle, o almeno parte di esso, cerca di abbassare la fiamma e di buttare acqua sul fuoco, ma Renzi pare essere un ottimo cuoco.

Io notoriamente adoro i programmi dedicati alla cucina per cui rimarrò volentieri sintonizzato sul canale che trasmette questo interessante serie a puntate.

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Il surreale distacco di Giuseppi dalla realtà

Il titolo del post è più lungo rispetto alla cifra stilistica del Blog, ma il concetto non era sintetizzabile in maniera diversa.

Un modesto avvocato, prima Arlecchino servitore di due padroni, poi Azzecca-garbugli ed infine novello Napoleone, fornisce una eloquiosa narrazione della finanziaria in fase di laboriosa elaborazione che nulla è più diversa dai suoi provvisori, traballanti e contraddittori contenuti.

Giuseppi parla di sviluppo, equità, redistribuzione – una sorta di new deal nostrano – come degli ambiziosi obiettivi di una legge di bilancio che al momento nulla è se non una sgualcita tela di Penelope.

La triste realtà è che Giuseppi non mente, semplicemente non sa di cosa sta parlando.

Giuseppi è in totale ed assoluto stato di distacco dalla realtà, una sorta di stato confusionale al quale reagisce con un fastidioso atteggiamento arrogante e presuntuoso.

Purtroppo la rottura è prolungata, come quei cavalli che presi dalla foga di correre abbandonano il passo del trotto e si mettono a galoppare, anche se le regole della competizione lo vietano espressamente.

La situazione politica in Italia è grave a non è seria, direbbe il grande Ennio Flaiano.

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Le visioni distorte

Secondo Marco Travaglio, ospite fisso su LA7 a OTTO e MEZZO nel salotto della Lilli Gruber, il governo giallo rosso potrebbe essere uscito persino rafforzato dal risultato delle elezioni regionali in Umbria.

Gli altri giornalisti in studio, Alessandro De Angelis e Massimo Gramellini, rimangono palesemente attoniti rispetto ad un Marco Travaglio che si propone come il portavoce del Movimento Liquido e Biodegradabile.

Forse la professione del giornalista e quella del militante politico dovrebbero essere ruoli distinti.

In un Paese normale.

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