Bicameralismo digitale

Mentre il popolo italiano è chiamato il quattro dicembre prossimo, tra l’altro, ad esprimersi sul superamento del bicameralismo perfetto – o simmetrico – attraverso un referendum costituzionale, il Belpaese si dirige macchine avanti tutta verso il bicameralismo digitale simmetrico e perfetto.

Sono un momentaneamente un pochettino più distante del solito dal tema della digital agenda, ma non sicuramente disattento o distratto.

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Come non dare una lettura in questo senso della contestuale presenza del Team Digitale di Diego Piacentini e dell’Agenzia per l’Italia Digitale di Antonio Samaritani?

Si potrebbe scrivere un libro dal titolo “Il Commissario e il Direttore, fuori i secondi”, ad avere un pochettino di fantasia.

iRoby

Un amplificatore

Rispetto ad alcune drammatiche vicende di cronaca, sulle quali non ritengo opportuno tornare, ricordo a tutti che il web è solo, al massimo, un amplificatore delle pessime propensioni umane.

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Come quando si parla di montagna assassina se qualcuno muore facendo del fuoripista scellerato.

Sic et simpliciter. NdR

iRoby

 

Il potere delle infografiche

Propongo una infografica, che mi ha colpito molto quando nei giorni scorsi ero in Nord America, perché descrive chiaramente una realtà che alcuni politici e amministratori interpretano in maniera nettamente diversa.

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Sia in termini di situazione attuale che di prospettiva.

Prima di parlare occorre leggere, approfondite, studiare e capire.

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Governance Vs Execution

Nello:

Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (n. 307)“.

si legge:

In considerazione della previsione contenuta nella legge di delega, appare opportuna la riorganizzazione della governance del sistema digitale. Stante la complessità del tema, è auspicabile la nomina, per un periodo di tempo determinato, di un commissario governativo per l’attuazione dell’Agenda digitale, cui spetti il coordinamento operativo dei soggetti pubblici, anche in forma societaria operanti nel settore delle tecnologie dell’informatica e della comunicazione e rilevanti per l’attuazione degli obiettivi di cui all’Agenda digitale italiana, limitatamente all’attuazione degli obiettivi di cui alla predetta Agenda digitale ed anche in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea. In tal modo, il Commissario dovrebbe svolgere funzioni di impulso e di coordinamento nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed esercitare il potere sostitutivo, qualora le amministrazioni competenti non abbiano adottato i provvedimenti dovuti entro un periodo prestabilito. Il commissario dovrebbe riferire al Presidente del Consiglio dei Ministri sullo svolgimento della propria attività e rappresentare lo stesso nelle sedi istituzionali internazionali nelle quali si discute di innovazione tecnologica, agenda digitale europea e governance di Internet.

Immagino che il commissario governativo sia la casella in cui incardinare istituzionalmente la tessera  Diego Piacentini, da tempo annunciato come nuovo uomo di fiducia di Matteo Renzi in materia di Agenda Digitale.

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Rilevo che, a fine luglio 2016, quando l’attuazione della Agenda Digitale – che viene finanziata prevalentemente dai fondi strutturali comunitari – dovrebbe essere da tempo in corso, siamo ancora alla riorganizzazione della governance del sistema digitale.

Rilevo che stiamo ritornando a focalizzarci sulla governance dopo aver unanimemente convenuto che era urgente passare alla execution.

Rilevo che il commissario governativo si aggiunge alla già nutrita e variegata composizione della attuale governance.

Rilevo che l’Agenzia per l’Italia Digitale, il suo Comitato di Indirizzo, il suo Direttore Generale ed i Consiglieri della Presidenza del Consiglio e del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione non sono stati ritenuti sufficienti per svolgere l’attività di “coordinamento operativo dei soggetti pubblici, anche in forma societaria operanti nel settore delle tecnologie dell’informatica e della comunicazione e rilevanti per l’attuazione degli obiettivi di cui all’Agenda digitale italiana” e di “di impulso e di coordinamento nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed esercitare il potere sostitutivo, qualora le amministrazioni competenti non abbiano adottato i provvedimenti dovuti entro un periodo prestabilito“.

Rilevo, infine, che forse bastava trasformare l’Agenzia in una Autority.

Educatamente e rispettosamente ho rilevato.

iRoby

 

 

I miei due centesimi di Euro

In queste ore ha prevalso la demagogia della democrazia asimmetrica ed emotiva.

In queste ore hanno perso gli inglesi che patiranno – non da soli ma più degli altri – una scelta inconsapevole.

Il loro voto è stato guidato da presunti leader politici che hanno lasciato prevalere il loro interesse personale a quello della collettività.

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Il progetto Europa ha problemi importanti ed evidenti, ma non è con l’exit che questi vengono risolti.

Ma il politico pur di essere eletto è disposto a fare patti con chiunque.

Anche con il danno assoluto arrecato ad i propri emotivi ed inconsapevoli elettori.

iRoby

Brusio elettorale

Sia chiaro, vale per tutti e non ce l’ho con nessuno in particolare.

Internet, il Web ed i Social Network rendono irrealistica, canzonatoria e per certi versi surreale la norma sul silenzio elettorale.

Similmente si può affermare per la legge sulla par condicio.

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L’ipocrisia di calcolare cencellianamente i minuti a disposizione dei diversi candidati in video cozza le opportunità di comunicazione rese disponibili dalle tecnologie e dalle piattaforme digitali.

Una presenza anche importante in prima serata in televisione vale ormai molto meno di un messaggio virale in rete.

A mezzanotte del venerdì scatta il silenzio soltanto per i canali televisivi e le rotative dei quotidiani, tutto il resto è un silenzio digitale assordante.

Se ne discuta e si ponga rimedio nelle sedi opportune.

Anche solo abolendo delle leggi fuori dalla realtà e dal tempo.

iRoby

Rileggo

Leggo su La Stampa di una pubblica amministrazione senza carta.

Leggo di possibili risparmi per miliardi di euro.

Lo leggo e lo rileggo purtroppo da tanti troppo tempo per crederci ancora seriamente.

…  paperless office …

… lotta ai fax …

… digitalizzazione della pubblica amministrazione …

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Non ho dubbi sulla bontà dello studio realizzato da ForumPA.

Altri studi, altrettanto credibili e professionali, hanno quantificato i possibili risparmi prodotti dalla fatturazione elettronica e dai sistemi di pagamento digitali.

Ma in questo campo l’Italia si muove con la velocità e l’agilità di un bradipo.

Ed alla fine qualcuno scrive e qualcun altro legge.

Ma pochissimo accade.

iRoby

Internet, BUL e SPID

L’Italia ha celebrato i trenta anni di Internet.

Qualcuno ha fatto un pochettino di confusione e ha iniziato a parlare ad cazzum dei pionieristici siti web del 1986.

Qualcun altro ne ha rivendicato orgogliosamente la progettazione e la realizzazione.

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Dopo trenta anni – evocativamente quasi una guerra – siamo all’anno della BUL e di SPID.

Tra trenta anni qualcuno ne parlerà ad minchiam.

Qualcun altro in continuità con quanto avviene ad oggi.

iRoby

Se ne parla troppo poco

WEB REPUTATION

Colpevolmente ne ho parlato poco, quasi mai, colpevolmente ho trascurato questo argomento.

Un caro Amico me ne ha parlato con entusiasmo e competenza due o tre anni fa in un bellissimo bar nel cuore del bellissimo centro della bellissima città di Torino.

E io ho purtroppo catalogato l’argomento tra le cose importanti ma non urgenti.

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Ho sbagliato.

Me me pento.

Inizio a porre rimedio scrivendo questo post.

Poi prometto di informarmi meglio e di studiare con determinazione.

Tema serissimo.

iRoby