Analogie

L’elezione del Capo dello Stato, la maggioranza di Governo ad assetto variabile  e la ricerca di un minimo di condivisione sulle riforme costituzionali sono il modus operandi del Belpaese.

Nulla di diverso accade sui temi della Crescita Digitale e della Banda Ultra Larga.

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La teoria degli insiemi e la risultanza delle loro intercessioni può essere utile per comprendere la complessità della governance che ci siamo dati per risolvere dei problemi relativamente semplici.

iRoby

Di metafora in metafora

Di solito per descrivere la situazione magmatica della Agenda Digitale Italiana faccio riferimento al Comandante che conduce il vascello a vista nella nebbia più profonda.

FOG … FOG … FOG …

CLOUD … CLOUD … CLOUD …

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Dopo un paio di giorni a Roma invece adesso mi sento un pesce che sta attraversano un tratto di mare dove è appena passato un branco di seppie spaventate dall’arrivo di un predatore implacabile.

O MARE NERO … O MARE NERO … O MARE NE …

E poi non dite che sono ermetico.

TU ERI CHIARO E TRASPARENTE COME ME …

iRoby

Free and bello

Caro Diario, anzi, scusate l’errore, Caro Dario (Franceschini).

Mentre sto scrivendo questo post il Tuo profilo Twitter vanta esattamente – giuro, sono sono le 18.07 – 170.000 [centosettantamila]  followers [quindi sei discretamente seguito] mentre Tu ne segui solo 100 [un numero che sembra un pochettino un vezzo] e al momento hai twittato solo 2.185 volte.

Quindi sei sicuramente prudente, equilibrato e riflessivo nell’uso dei social network.

Il duemilacentottantaquattresimo tweet onestamente però potevi risparmiartelo.

La presentazione di Very Bello è stata una Waterloo sotto punti i punti di vista – sintetizzati benissimo con ironia della rete –  e il numero di tentativo di accessi all’improbabile sito – tentavi per molte ore assolutamente velleitari – la misura di una disfatta e non sicuramente di un successo.

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Quel “17” con cui inizia il numero dei tuoi seguaci virtuali doveva essere un cupo presagio e un pessimo viatico della sfortunata e goffa conferenza stampa.

Comunque quello che è stato è stato e prendo atto con soddisfazione che dopo poche ora si è anche compiuto il miracolo della riunificazione dell’Italia, è infatti per fortuna riapparsa appesa allo Stivale la Sicilia.

Io comunque ancora adesso mi domando e dico: ma con tutti i Digital Campions che ci sono in circolazione non potevi farti consigliate meglio?

iRoby

Piacere e fatica

Oggi a Bologna, domani a Genova, mercoledì a Torino [ma quasi come se fossi in trasferta], la prossima settimana  quasi sempre a Roma.

Due sensazioni diverse, opposte, lontane, quasi ossimoriche.

piacere & fatica

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Il piacere di incontrare e di lavorare con delle persone autorevoli, competenti,  intelligenti, stimolanti, affabili, simpatiche, ironiche, coraggiose, (…), fantasiose.

La fatica, l’immensa fatica, di trasformare idee, progetti, programmi, suggestioni, (…), visioni in qualcosa di utile e concreto.

Il monumental task di questo stivale dal design accattivante ma dalla scomodità insoportabile.

iRoby

Post mortem

Da Natale a Santo Stefano?

Così tanto?

Magari!

Molto di meno.

Dal 23 dicembre a Capodanno.

Tanto è rimasto in piedi il viadotto Scorciavacche 2, sulla Palermo-Agrigento, inaugurato appunto lo scorso 23 dicembre, costato 13 milioni e crollato dopo appena 8 giorni senza per fortuna che si facesse male qualcuno.

Prontamente è intervenuto Super Renzi tuonando su Facebook – stranamente questa volta non su Twitter probabilmente per superare il limite di caratteri – di aver “chiesto ad Anas il nome del responsabile“, ribadendo che “è finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre” e chiudendo con un minaccioso “pagheranno tutto“.

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Giuste parole ma, permettetemi, un pochettino tristi, come quelle della Madia in seguito all’epidemia di fancazzismo acuto che ha colpito praticamente l’intero corpo dei vigili poco urbani della Città eternamente corrotta.

Tristi perché giungono come sempre post mortem, o se preferite quando i buoi sono scappati e si chiude inutilmente il cancello della stalla.

Vediamo se i copiosi provvedimenti al vaglio del Governo e del Parlamento saranno in grado di spostare il Paese dal rammaricante asse del tempo dell’ex post a quello più rassicurante dell’ex ante.

Giusto per evitarci nuovi Expo

iRoby

The power of Internet

Oggi sono entrato in una bella, famosa e fornitissima libreria nel centro della mia Città – Torino – ed ho chiesto un libro snocciolando a memoria titolo, autore, casa editrice e dichiarando – se richiesto – di essere anche in grado di sintetizzarne la trama.

Dopo pochi secondi il libro era nelle mie mani.

Poi – e questo era il motivo della subdola e grande precisione nel descrivere il primo libro – ho iniziato a chiederne un secondo ammettendo però di non ricordarne il titolo, l’autore e di non avere la più pallida idea di quale fosse la casa editrice.

Ho però sintetizzato la trama – che avevo letto in una recensione da qualche parte nei giorni scorsi -, descritto minuziosamente la copertina e spiegato che mi aveva attratto, tra l’altro, perché ambientato a Torino.

Ben due professionali addetti mi hanno spiegato che il libro probabilmente non era ancora stato pubblicato e che comunque non era ancora stato distribuito al circuito di vendita.

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Ho pagato il primo libro e sono uscito con un velo di delusone … nell’animo.

Però non mi sono perso … d’animo.

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Ho impugnato il mio fido iPhone, ho digitato tre parole tre nella finestra di dialogo del motore di ricerca di Google ed il libro è apparso in modalità digitale permettendomi di rientrate in libreria e dimostrate che c’è ed esiste anche in formato atomico.

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Uno dei due professionali addetti si è messo pazientemente alla ricerca tra gli scaffali e dopo pochi minuti anche il secondo libro era nelle mia mani.

Grazie Internet.

Grazie Apple.

Grazie Google.

Grazie Steve Jobs.

iRoby

Pensare positivo

Per dare corpo ad un ecosistema digitale occorre per prima cosa pensare direttamente in modo digitale.

Funziona come per le lingue straniere.

Se si pensa in italiano e si traduce in inglese il risultato spesso è un ridicolo e un fantozziano Io no spik inglish.

Si è invece sicuri di avere acquisito la padronanza di una lingua diversa da quella natia quando talvolta si sogna in quella lingua, magari quando si è in viaggio all’estero.

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Ecco perché i protagonisti della costruzione dell’ecosistema digitale del Paese dovranno essere scelti esclusivamente tra chi è capace di pensare e di sognare in digitale, direttamente, senza bisogno di traduttori e di intermediatori.

Si tratta di una ricetta semplice ma efficace.

Mi sembra che Riccardo Luna, con l’iniziativa dei Digital Champions, stia fornendo una grande aiuto.

Ma purtroppo non basta.

Ci sono ancora troppe persone analogiche deputate a gestire i processi di digitalizzazione dell’Italia.

Faccio esplicito riferimento a politici, burocrati, amministratori, dirigenti, consulenti e professionisti che millantano competenze che non possiedono ma che hanno deciso di cavalcare un tema a loro oscuro ma oggi di grande rilevanza e rilievo.

iRoby