Like a cangaroo 06

Il viaggio continua sulle strade della California a bordo di una FIAT – o come si dice adesso di una FCA – JEEP.

Impressionante quante se ne vedono in giro e quante ne hanno vendute.

La California continua ad essere uno dei motori trainanti degli Stati Uniti e probabilmente il luogo più distante dal Presidente Donalt Trump e dal così detto trumpismo.

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Dove c’è ricchezza e dove riescono a beneficiarne in tanti – non dico magari proprio tutti, ma in tanti e non in pochi – c’è poca tensione sociale e il populismo fatica a radicare.

Oggi si va verso sud, verso la mia amata San Diego, ai confini con il Messico e Tiguana.

iRoby

 

Like a cangaroo 05

Volo 1165 del 18 agosto 2027, operato dalla United, da New York a Los Angeles, aeroporto di Newark.

Si arriva in pista di rullaggio con un po’ di ritardo, la mia sensazione è che ci sia comunque qualcosa che non va.

Lo percepisco da alcuni suoni anomali, almeno per un viaggiatore seriale come me.

La fase di decollo inizia con la solita violenta accelerata ma quando dovesti sentire il muso dell’aereo alzasi il pilota decide di abortire la partenza.

Procedura anomala, pericolosa e tipica di una situazione di emergenza.

Dopo qualche minuto di smarrimento ci togliamo dai piedi e veniamo posteggiati in attesa di disposizioni accanto alla pista di decollo.

I rumori prodotti dall’aereo sembrano quelli di un vecchio macinino, ridiamo tutti forse perché non abbiamo pienamente compreso il pericolo che abbiamo corso.

Tra mille spiegazioni e contraddizioni – motore, software, sistemi di gestione e di controllo dell’aeroporto, inizia un maldestro tentativo di intervento sul posto ma dopo un po’ veniamo reindirizzati al gate.

Ancora qualche tentativo di intervento tecnico poi i manager della United se ne fanno una ragione e ci fanno scendere.

Il tempo passa, in attesa della  risoluzione del problema tecnico, fino alla comunicazione che serve un nuovo vettore, leggi aereo.

La partenza, inizialmente prevista per le 14,20 slitta alle 18,15 con un altro vettore e ad un gate diverso.

Finito il boarding nuova sorpresa, sta piovendo quindi si rimane in attesa del bel tempo.

Finalmente spiove ed arriva il sereno, ma nel frattempo l’equipaggio ha finto l’orario di lavoro, ci saluta e se ne va.

Inizia la ricerca di un nuovo equipaggio e nell’attesa ci permettono di sgrancirci le gambe al gate.

Saltano le più banali procedure di sicurezza.

La sensazione che provo è di essere una comparsa in un film comico, tipo “l’aereo più pazzo del mondo”.

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Alle 20,30 finalmente decolliamo, stanchi, assonnati e, almeno nel mio caso, molto irritati.

Per fortuna tutto il resto fila liscio.

La United nel frattempo si prodica di scuse e ci sottopone un questionato riservato ai passeggeri, che devo ancora guardare, sul loro sito internet.

Giusto per non dire che parlo sempre e solo male dell’Italia, di Fiumicino e dell’Alitalia.

iRoby

Like a Kangaroo 04

Quanto è maledettamente difficile scrivere oggi.

Barcellona è una città che amo profondamente, dove sono stato tante volte che non ricordo quante, dove ho dormito un numero di notti impossibile da contare, dove sono andato a dormire e mi sono svegliato a volte in pace con me stesso e altre con le mie contraddizioni.

Le uniche paure che mi ricordo erano di non bere troppo e di non farmi rubare il portafoglio o il cellulare da pollo.

Per il resto allegria e gioia di vivere.

Volevo tornarci per il mio compleanno, poi sono finito ad Amsterdam solo per una questione di voli.

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Adesso provo rabbia e dolore, come quando l’11 settembre ho visto, senza inizialmente capire, la gente alzarsi ed andare via attonita dalla bellissima ed assolata spiaggia di Pampelonne ai piedi di Ramatuelle.

Ecco perché quanto posso l’11 settembre sono a Manhattan.

Ecco perché tornerò prestissimo a Barcellona.

Senza paura ma con rabbia e dolore.

Ma anche con un profondo senso di appartenenza.

io sono laico, liberale e occidentale.

iRoby

 

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Ieri sono dovuto fuggito appena possibile dalla Quinta – mentre ero intento nelle prime commissioni di rito – per evitare il caos e il blocco del traffico, anche pedonale, dovuto dallo spostamento di Mr Trump dalla omonima Tower verso altri lidi.

Con l’occasione vi informo che al posto dello Store della Apple c’è una specie di cratere dove sono al lavoro decine di persone ma che potete comunque fare vista al Tempio di noi seguaci di Steve Jobs in un edificio adiacente che non so dirvi se è la nuova sedes oppure un temporary shop.

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Quale occasione migliore per trovare rifugio nell’elegante Chelsea district?

Qualche suggerimento se ci capitate e avete un pomeriggio a disposizione?

Subito una visita al Chelsea Market dove suggerisco una tappa per degustare del pesce e dei crostacei freschissimi stile raw barsushi & sashimi style.

Poi, per smaltire, una passeggiata sulla High Line, un eccelso esempio di riqualificazione di parte di un dismesso tratto ferroviario.

Per finire una visita – doverosa – al Whitney Museum, nella sua nuova sede, frutto del genio di Renzo Piano.

Che altro dire?

Di pranzo e cena trovate le recensioni su TripAdvisor.

iRoby

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Prima sosta gastronomica ieri sera – alle 21, orario di Manhattan, alle 3 di notte per il mio stomaco – da The Smith, sulla “seconda” tra la 51 st e la 52 st.

Locale molto cool, almeno adesso, tra un anno chissà …

Siamo a Manhattan.

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Vista la mia ora mi sono contenuto.

Raw Bar, Six Oyster of the day e Half Lobster.

Da bere uno strepitoso Midtown Manhattan e una King Country Brewers Collettive Rye Pale Ale made in Brooklyn.

Un buon inizio direi.

Poi una lunga dormita per fasarmi con il fuso e una tappa in palestra alle 7, appena sveglio dopo un ottimo caffè.

Now It’s Time to Go.

iRoby

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Un lungo salto da Casa a New York.

Un secondo, sempre lungo, da New York a Los Angeles.

Un terzo, ancora lungo, da Los Angeles a Honolulu.

Poi un saltino da Honolulu a Kahului (Maui).

Poi i saltoni da Kahului per Los Angeles, da lì per New York e poi verso Casa.

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Questa la sintesi.

Il resto giorno per giorno.

iRoby

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Voli prenotati, tutti.

Tanti voli, tantissime miglia.

Questa volta si arriva dall’altra parte del mondo.

– 6, – 9 e poi, per 10 giorni, – 12 di fuso orario.

Come dire che quando mi alzerò al mattino l’Europa sarà impegnata a sparecchiare la cena.

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Si viaggiare, direbbe l’immenso Lucio Battisti, evitando le buche più dure.

Nel mio caso anche e soprattutto i vuoti d’aria.

Adesso inizia l’attessa del primo decollo.

And then … fly iRoby fly, up, up to the sky …

iRoby

Fatti come canne al vento?

Piu che altro fatti di canne, consumate sottovento.

Canne di cui il vento aiuta tra l’altro a socializzare l’aroma e, forse per via dell’effetto placebo, lo stato di leggera euforia.

Amsterdam, città dove si circola in moto senza casco, come in gran parte del meridione d’Italia, però perché è legale farlo.

Amsterdam, città dove è legale fumare quello che si fuma normalmente nel Belparse ma senza il fascino della trasgressione.

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Amsterdam, città dove l’unica cosa complicata è trovare qualcosa di edibile da mettere sotto i denti.

Forse è per questo motivo che si può fumare, per dimenticare il gusto e la pesantezza del cibo.

iRoby

 

Troppa roba?

Forse il problema è che noi italiani alla fine abbiamo troppe cose di grande valore e quindi andiamo in confusione e non siamo più  in grado di valorizzarle adeguatamente.

Prendiamo il caso del formaggio olandese.

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Buono, per carità, nessuno dice niente.

Ma vi immaginate dei palazzi in centro a Torino dedicati alla valorizzazione ed alla vendita della Toma di Lanzo?

iRoby

Anvedi come sta …

… l’Europa.

Nella Città dove non sono i camini a fumare e dove gente fatta, non dico bene o male, ma tanto, tanto fatta, si aggira dicendo: “anvedi come sto!”, una prima riflessione amarognola.

ieri ho preso un taxi a San Mauro per andare in aeroporto, arrivati a Caselle quando ho porto la carta di credito al tassinaro subalpino il troglodita digitale l’ha rifiutata con sprezzo dicendomi “solo contante”.

Eppure avevo chiamato il 5730, non una compagnia illegale per risparmiare.

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Mi sono consolato pensando che stavo partendo per la civilissima Olanda, una delle patrie dei diritti e del digitale.

Fiducioso, appena sceso dall’aereo, mi  sono messo in fila per prendere un taxi ufficiale del servizio ufficiale dichiarato ufficiale dalla cartellonistica ufficiale.

Arrivati in albergo … uguale: “cash only!” mi ha comunicato laconico il vichingo venuto da Istambul.

Non ho fatto questioni per ragioni di simmetria comportamentale.

L’impressiome  è che alla fine sia l’Europa ad essere contaminata dai peggiori vizi italici e, per sfortuna, non il contrario.

iRoby