🇺🇸Stars and Stripes (10)

In una foto un viaggio, anzi, il viaggio, quello della vita.

Quando l’America era lontana, quasi irraggiungibile, e quindi andava bene la “44”, per bere una birra, per ascoltare la musica più bella e poi per dire a Marco, dammi ancora un Jack, senza ghiaccio, grazie.

Gli Amici, quelli di sempre.

Quelli di una vita, quelli per la vita.

Anche se li vedi poco sono sempre con Te.

Vero Giangi? Vero Guido? Vero Fulvio? Vero Marco?

Anche quelli che sono andati da un altra parte, ciao Roby.

Ce lo facciamo un Old Fashion? Ma con il Jack.

Dopo Memphis adesso Nashville.

Ciao Alby, ciao Ciano, ciao Giova, ciao Marco, ciao Rino.

Qui la musica è.

No, non sto a proporre sarebbe bello se …

Mica sono qui a sognare o prendere in giro gli Amici.

Ricordare, essere, progettare.

Un Jack, senza ghiaccio grazie.

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (09)

Ma non solo The King (Elvis).

Memphis è anche tanto altro.

In questa città del Sud degli States il gospel si è contaminato con la musica country dando vita al blues, al soul, al rock n’ roll e all’hip-hop.

Qui la lotta per l’emamcipazione degli Afro-Americani e del riconoscimento dei diritti civili è culminata con l’assassinio di Martin Luther King Jr., guarda caso in un anno simbolo, il 1968.

Ieri ho visitato gli Studio, Stax Record CO., il National Rights Civil Museum e un po’ di altre cose.

Di Memphis ricorderò Beale Street, tempio della musica blues, e il bellissimo parco lungo il Mississippi.

E non dimenticherò di sicuro, almeno per il tempo occorso per la la digestione, le inarrivabili ribs mangiate dal mitico Rendevous Barbeque.

Adesso è la volta di Nashville, continua la prima parte del viaggio nel segno della musica.

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (08)

Devo confessare di non essere mai stato un grande fan di Elvis Presley, forse per un fattore più che altro generazionale, pur apprezzandone ovviamente la genialità e la professionalità.

Sono cresciuto musicalmente con i Rolling Stones, i Pink Floyd, i Genesis, David Bowie, gli U2 ma anche Billy Joel e i Simple Mind, per dirne alcuni.

Ovviamenhe potrei citarne senza fiato altri cento tra artisti singoli e gruppi.

Non ho mai comprato però dischi dei Beatles e di Elvis Presley.

Non ho mai cambiato stazione radio mentre un loro pezzo era in onda ma non ho del loro vinile e dei loro CD a casa, ne loro tracce digitali sul mio iPhone.

Visitare Graceland non mi ha fatto cambiare idea, la vita non è una favola con il lieto fine, ma mi ha aiutato a comprendere la sua grandezza e la assoluta dedizione dei suoi fan.

Elvis Presley è stato un uomo che ha contribuito a cambiare e far evolvere il Nord America.

Ha modificato il taglio dei capelli in modo anticonvenzionale e sdoganato un nuovo modo di abbigliarsi.

Ma ha anche introdotto un modo diverso di vivere e di essere prima di altri.

Non a caso John Lennon ha detto: “before Elvis there was nothing”.

E lo fatto dal sistema, da parte di esso, e non da fuori.

Lo ha fatto perché la sua arte, la sua voce e la sua capacità scenica non potevano essere messe in discussione.

Graceland mi ha aiutato ad informarmi meglio e a comprendere di più.

Questa è l’immensa ricchezza che ci regala viaggiare.

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (07)

Il percorso autostradale che collega New Orleans a Memphis è uno dei più confortevole ma noiosi che io ricordi.

A parte il tratto iniziale, ancora nell’immenso delta del Mississippi, più di 600 chilometri di paesaggio sempre uguale, una verdissima pianura verdeggiante senza neanche una collina degna di tale nome.

Ottima cena a parte devo scoprire ancora tutto e non ho nulla da raccontarvi.

Poi la tragedia di Genova certo non aiuta.

Questo è il momento del silenzio e della vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e ai soccorritori.

Le prime polemiche ed i soliti luoghi comuni in rete mi rattristano ancora di più.

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (06)

Sono quasi pronto per lasciare New Orleans e puntare il musone della Nissan bianca verso la prossima meta, Memphis.

Ieri ho fatto scorpacciata di crabe cake come se non ci fosse un domani e di musica jazz dal vivo.

A New Orleans la si può ascolatere praticamente a tutte le ore.

Molto brava ad esempio la Sweet Magnolia Jazzband che si è esibita al Bambolua’s all’ora di pranzo.

La cantante mi ricorderà come quello del tavolino in prima fila che inghiottiva crabe cake uno dietro l’altro.

Se vi interessa ho postato un po’ di video sui social. NdR

Goodbye Nola, see you soon as possibile!

Finisco il caffè, doccia e si parte.

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (05)

Parliamo di qualche stereotipo.

Negli Stati Unito il caffè è una ciofeca.

Niente di più sbagliato, nel Nord America, come in gran parte del resto del mondo, la bevanda ottenuta dai semi della omonima pianta tropicale si serve e si consuma in una tazza grande e ben calda.

Il così detto caffè espresso, tazza piccola in modica quantità, è una preparazione tipicamente italiana, molto buona, ma di nicchia a livello globale.

In Nord America, in Canada e in molti paesi anglosassoni, per esempio In Scozia, in camera di albergo è uso comune trovare una macchina per la preparazione del caffè lungo, o all’americana, con la possibilità di sciegliere tra diverse qualità e tostature.

Potrei parlare del pane, che trovo spesso ottimo, del vino, non necessariamente di Napa o Sonoma Valley, della frutta e della verdura, il pomodoro ad esempio arriva in Europa dalle Americhe solo nella metà del 1500, della birra o dei crostacei, tra cui le ostriche.

Potrei, ma preferisco andarmi a preparare un buon caffè,

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (04)

Ottimo e rilassante il volo della Delta dal La Guardia al Luis Armstrong, mi rimane solo il dubbio se la pista di atterraggio a New Orleans sia corta oppure se il pilota sia arrivato un pochettino lungo.

Il ritorno al G&Q, albergo very old style, si è rivelata una ottima scelta, tra l’altro mi sono appena gustato in camera un caffè da urlo frutto di una sapiente miscela locale.

Cena super a base di cucina cajun al Trenasse dove ho chiacchierato amabilmente con un simpaticissimo cameriere di origine neozelanse.

Tutto è iniziato con il classico “were you came from?”.

Io ho risposto “Torino” e al geolocalizzare la città, ma lui mi ha gentilmente interrotto e ha iniziato a magnificami il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo, Il Ghemme e il Gattinara.

Poi è passato a parlare di Del Piero ed Inzaghi.

Un vero intenditore di vino e di calcio.

Adesso vado a recuperare un auto e a dare inizio al primo vero tour.

Ci sentiamo domani.

iRoby

🇺🇸Stars and Stripes (02)

Perché qui mi sento a casa e ogni volta che ci ritorno mi sembra di tornare a casa?

Non lo so neanche io ma posso provare a spiegarlo in maniera diversa.

Ieri sono arrivato in albergo sulla Broadway, zona Empire State Building, intorno alle 19,00 ora locale, l’una di notte per me, dopo 9 ore di aereo in economy e tutto quello ci sta intorno.

Dopo neanche mezz’ora ero in giro sulla Broadway per cercare un pub o una steakhouse dove passare la serata.

Eppure conosco NYC come le mie tasche, potevo cenare in albergo e andare a dormire.

Invece la stanchezza e il bisogno di dormire sono scomparsi sostituiti dalla voglia non di vedere o conoscere la The Big Apple ma piuttosto di viverla.

Onestamente non mi capita in nessun altro posto al mondo.

Ora qui sono le sette del mattino, qualche ora ho dormito.

Quindi doccia e via.

iRoby