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Gli abitanti dell’Isola sono curiosi e per prima cosa vogliono sapere da dove vieni.

Quando rispondi che arrivi dall’Italia sul loro volto e nella loro voce percepisci un misto di stupore e di ammirazione.

Lo stupore è chiaro, arrivi dall’altra parte del Mondo, l’ammirazione molto meno.

È chiaro che hanno una idea del Belpaese idealizzata e diversa da quello che è veramente.

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Qua funziona mediamente tutto e bene, anche se siamo a più di quattromila chilometri dalla costa più vicina.

Diversamente dalla Bella Italia, soprattutto quella che dovrebbe essere attrattiva e turistica.

iRoby

 

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Maui è stata raggiunta grazie ai potenti mezzi della Island Air.

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Come previsto la differenza con Oahu e Honolulu è netta, due mondi diversi.

Le onde del Pacifico qui arrivano a inondare la strada e il parabrezza dell’auto è sempre opaco per la salsedine.

Il colore del cielo e del mare sono indescrivibili, belli da fare male.

L’interno è semi disabitato e di un colore scuro che sa di antico.

La persona sono gentili ma meno ospitali.

Questa la prima impressione, sarò più preciso.

iRoby

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Altro salto  per il kangaroo iRoby, si cambia isola, da Oahu a Maui.

Si lascia così questa isola duale piena di contraddizioni e di fascino.

Honolulu, la sua capitale,  scimmiotta Miami o Montecarlo, alberghi lussuosi, ristoranti alla moda, negozi griffati, auto sportive e pullula di orientali che si fotografano anche i piedi e che non avranno ricordi, se non digitali, perché non vedono nulla.

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Il resto, perimetro o area, leggi una costa ricca di spiagge e scogliere da sogno e un territorio lussureggiante che regala frutta e verdura di qualità assoluta, vale il prezzo del biglietto.

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Nel cuore mi rimarrà la gente, gentile, cordiale e solare, come il clima.

iRoby

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A zonzo per la costa dell’Isola, tra spiagge e scogliere, è apparsa una immensa azienda agricola specializzata in frutti  tropicali, a ricordare che di un’area si tratta e non di un mero perimetro.

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Il visitor center è una sorta di paradiso dei golosi dell’ananas e dei suoi derivati, succhi, gelato e via dicendo.

Naturalmente non manca il trenino vintage per la visita alle piantagioni, il giardino botanico, il mercatino della bigiotteria locale e ogni altro elemento di attrazione.

Della giornata ricorderò però tre cose.

Una spiaggia/scogliera da sogno.

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Un temporale tropicale mai visto.

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La battaglia con un pavone per non farmi rubare del cibo.

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PS Ha vinto il pavone.

iRoby

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Primo giorno vero di viaggio nel viaggio in questo posto strano che sono le Hawaii.

Per prima cosa occorre distinguere Honolulu e la spiaggia di Waikiki da tutto il resto.

Honolulu e la sua spiaggia non giustificano il prezzo del biglietto e lo sforzo di un europeo, ma neanche di un californiano, per arrivare fino a qua.

Tutto il resto invece si.

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Spiagge e scogliere da togliere il fiato, il colore del mare bello da fare male, una vegetazione di una ricchezza infinita e soprattutto la sensazione di essere in un posto unico, raro, prezioso e per certi versi misterioso.

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Qui la natura ti offre una occasione, quella di esercitare i sensi che ti ha messo a disposizione, guardare, ascoltare, odorare, gustare e toccare.

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Qualche foto in meno e qualche minuto in più dedicato a immergersi in questo posto strano ha un senso.

iRoby