Chi gufa? Lo sfigato

Gufare v. intr. [der. di gufo] (aus. avere), gerg. – [nel linguaggio giovanile, essere causa di sfortuna: come gufa, quello] ≈ fare l’uccello di malaugurio, iellare, portare iella, (pop.) portare sfiga (o, fam., sfortuna).

Ma chi gufa?

Sfigato agg. [der. di figa, variante settentr. (ma largamente diffusa) di fica, col pref. s- (nel sign. 4); è più prob. che sfiga sia tratto da sfigato, che non viceversa]. – Nel linguaggio giovanile, sfortunato, iellato (anche con riferimento non a circostanze occasionali, ma a condizioni sociali, economiche e sim.): sono sempre stato s.; e con uso sostantivato: non è facile trovare uno s. (o una s.) come te; anche, privo di attrattive, di fascino, insignificante: non portarti dietro la solita amica s.; mi ha invitato in un localetto davvero sfigato.

iRoby

 


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