Liberale è …

A quattro anni dalla sua scomparsa, anche grazie alla sollecitazione di alcuni Amici, mi piace ricordare un ottimo liberale, Valerio Zanone.

Lo faccio in maniera per nulla originale, riprendendo un suo discorso segnalato, appunto, dai miei Amici sui social.

Un modo comunque, magari banale, per condividere e far conoscere l’attualità del suo pensiero, riassunto in una delle più belle esposizioni nel discorso pronunciato in conclusione del Congresso nazionale del PLI di Firenze del 1981.

Liberale è darsi una regola piuttosto che doverla ricevere.

Liberale è la società aperta che riconosce a ciascuno il diritto e la possibilità di diventare ciò che vuol essere.

Liberale è rinunciare all’illusione della società perfetta, ma cercare ogni giorno di correggerne qualche imperfezione.

Liberale è l’iniziativa individuale combinata con la responsabilità collettiva.

Liberale è il rifiuto di staccare nel tempo la libertà e la socialità; ai marxisti che promettono la libertà dopo la socialità, ai conservatori che promettono la socialità dopo la libertà, i liberali devono rispondere che libertà e socialità si guadagnano e si perdono insieme.

Liberale è la sintesi difficile non impossibile, fra l’efficienza del mercato, le riforme della socialità, le regole della democrazia.

Liberale è chi non delega e non si sottomette, chi chiede al grande fratello pubblico il conto delle spese.

Liberale è chi ha letto vent’anni fa il romanzo di Orwell, scopre che il fatidico 1984 è alle porte, e prepara la difesa contro la più illiberale delle diseguaglianze, quella che potrebbe istaurarsi fra una massa livellata e un’oligarchia di livellatori.

Liberale è il rifiuto di separare il tempo della propria vita, di scinderlo fra un tempo di lavoro senza fantasia e un tempo libero senza significato.

Liberale è la voglia di cambiare ogni tanto lavoro e pensieri, di imparare qualcosa anche quando è finita la scuola.

Liberale è per noi, italiani, credere nella vivacità e opporci alle politiche che la mortificano, respingere le lamentazioni catastrofiche, avere fiducia in questo paese dissestato e grande; e cercare nelle ragioni della libertà le nostre ragioni di speranza.

iRoby


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