L’intellighenzia (poca)

Egregio Signor Francesco Guccini,

premesso, a scanso di equivoci, di fraintendimenti e di strumentalizzazioni, che io ritengo il nazismo uno degli periodi più drammatici della storia dell’umanità e il fascismo, che a questo si è legato, una delle pagine più tragiche della storia d’Italia.

Questo detto, come si usa di questi tempi, senza se e senza ma.

Ritengo tuttavia quantomeno discutibile, e forse anche di cattivo gusto, la sua rivisitazione della canzone Bella Ciao, dove Lei invoca un ritorno dei partigiani per spazzare via il centro destra italiano.

Vede, signor Guccini, per il centro destra italiano simpatizzano, per questo votano (uno degli elementi basilari della democrazia) e in questo militano donne e uomini di estrazione laica e liberale che per la democrazia e per la libertà, propria e degli altri, sarebbero disposti a sacrificare la vita, come hanno fatto i partigiani per contribuire a liberare l’Italia settantacinque anni fa.

Anzi, le dirò di più, dalla nascita della Repubblica non sono pochi quelli che la vita l’hanno messa in gioco e persa per mano di quel terrorismo di colore rosso e di matrice comunista che per l’intellighenzia di sinistra spesso era solo formato da un manipolo di compagni che stavano sbagliando.

Ad impartire lezioni di democrazia siamo capaci tutti, ma occorrerebbe iniziare con un segno tangibile, il rispetto delle idee degli altri.

Il solo pensare di essere in diritto di spazzare via chi la pensa diversamente è l’anticamera del ritorno al totalitarismo, ovvero l’applicazione delle ideologie più estremiste e massimaliste, come il comunismo, il fascismo e alcune forme di integralismo religioso.

Ad un certo punto ho pensato di scrivere che Lei, con le sue parole, è stato ingeneroso, poi mi sono ricreduto, non invoco la sua generosità, signor Guccini, esigo il suo rispetto.

Roberto Moriondo


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