Memoria corta

Non voglio necessariamente tornare sulla presunta patata bollente che avrebbe destabilizzato la credibilità e l’autorevolezza dell’inquilina del Campidoglio, ma piuttosto della crescente permalosità della nuova classe politica italiana di fronte alla ironia ed alla satira.

Ricordo un Giulio Andreotti caratterizzato da Giorgio Forattini più che per le orecchie a sventola da una gobba imponente.

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Ricordo un Giovanni Spadini che sempre Giorgio Forattini immaginava palliforme con un pene di piccolissime dimensioni.

Ricordo un Giovanni Goria che ancora Giorgio Forattini appena tratteggiava per barba e capelli, ma privo  di volto per significarne l’inconsistenza politica.

Ricordo Alighiero Noschese che, nell’imitare Edmondo Bernacca e le sue previsioni meteorologiche, anticipava nebbie in Val Padana e Nebiolo al Quirinale, malignando sulla grande passione, diciamo così, del Presidente Saragat per il vino rosso.

Potremmo proseguire con Amintore Fanfani, Giovanni Leone, Bettino Craxi, (…), Francesco Cossiga.

Anzi, se avete voglia fatelo voi.

iRoby


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