Distinguiamo

Chi protesta civilmente, in democrazia è consentito, dai delinquenti comuni.

Ieri sera nelle vie del centro di alcune città delinquenti comuni, ladri di polli, hanno approfittato di manifetazioni civili per infiltrarsi e rubare e devastare.

Lo Stato deve garantire la libertà di manfestare liberalmente e civilmente e deve prevenire e reprimere l’azione dei delinquenti comuni.

Chi si è assunto la responsabilità di governare il paese, onori e oneri, se ne deve occupare.

Non solo di conferenze stampa e di DPCM è densa l’agenda del Governo.

iRoby


Tra peggiore e pessimo

Ovvero nelle mani del peggior Governo che questo Paese ha mai avuto, ma anche che si possa immaginare, e del pessimo Primo Ministro Giuseppe Conte.

La tempesta perfetta visto che il peggior Governo e il Pessimo Premier dovrebbero gestire la pandemia da Covid-19 e la conseguente crisi economica.

Dovrebbero, appunto.

Dovrebbero essere in grado di programmare e gestire interventi equilibrati ed efficaci e non asimmetrici ed emotivi.

Entriamo nel merito.

L’organizzazione della medicina territoriale ed ospedaliera, la gestione della ripartenza della scuola e il potenziamento dei trasporti erano i temi che tutti gli analisti avevano individuato come critici in vista della possibile e probabile seconda ondata.

Tre temi complessi sui quali occorreva concentrare intelligenza ed investire risorse.

Tre temi sui quali il peggiore e il pessimo hanno complessivamente fallito.

Vero è che sul primo tema le responsabilità sono in parte da condividere con le Regioni, anche se il Ministero della Salute continua ad esistere nonostante l’articolo 117 della Costituzione e non casualmente si parla di Servizio Sanitario Nazionale, ma sugli altri due vengono alla memoria solo i mono banchi con le ruote e il bonus monopattino.

Voglia parlare di Immuni?

Meglio di no, inutile infierire.

Adesso che la seconda ondata è arrivata e con questa sono tornati i DPCM, le conferenze stampa e le auto certificazioni sembra di essere tornati a Marzo, quando, se ve lo ricordate, prima Giuseppe Conte aveva assicurato che il virus non sarebbe mai arrivato in Italia e poi ha chiuso tutto.

Come dire, nulla di nuovo sotto il sole, un settimana fa assicurava che non ci sarebbe stato un nuovo lockdown e poi ha richiuso (quasi) tutto.

Il risultato?

La diffusione del virus procede spedita e l’economia del Paese viene proprio nei settori più fragili distrutta, generando una conseguente drammatica ricaduta sociale.

Giuseppe Conte ha promesso gli indennizzi sui conti correnti delle imprese danneggiate in tempi brevissimi.

Ma è lo stesso Giuseppe Conte che ha preso in giro la Nazione con la straordinaria potenza di fuoco delle misure economiche messe in campo, rivelatesi petardi dalla miccia bagnata e si è distinto per la ridicola gestione dei ritardi accumulati dall’INPS per gli aiuti alle partite IVA.

Giuseppe Conte ha perso ormai autorevolezza e gli rimangono solo le armi spuntate dell’autorità e della repressione.

Navighiamo a vista nella nebbia più fitta incontro alla tempesta perfetta.

iRoby


Palle nel ghiaccio

Quello che è successo ieri sera a Napoli è di una gravità assoluta, un segno inequivocabile di cedimento, il primo preoccupante scricchiolo, della tenuta del nostro impianto democratico.

Un focolaio di ribellione che rischia di diffondersi con le stesse modalità del COVID-19.

La protesta e la disubbidienza dal basso contro delle doverose misure di contenimento della diffusione del COVID-19 segna la perdita di autorevolezza da parte del Governo a cui rimangono solo, residualmente, gli sterili strumenti dell’autorità e della repressione.

Questo non è il momento delle polemiche e della recriminazione sui possibili errori fatti.

Questo è il momento delle palle nel ghiaccio per fare le cose giuste.

iRoby