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Titoli di coda.

Cosa mi mancherà, fino alla prossima volta.

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You are welcome, rassicurante e  accogliente.

restroom, sempre puliti, comodi ed in ogni angolo, dove se serve si può anche fare il bisogno “grosso”.

L’acqua, fresca e buona, subito gentilmente offerta ovunque.

L’odore del caffè che sa di appena tostato al mattino e il bicchierone caldo e rassicurante in mano.

Il rumore delle sirene, che alla fine ci fai l’abitudine e dormi senza problemi.

Una metropolitana che ti porta in riva all’Oceano.

Un ascensore che ti porta in cielo.

Il raw bar.

Lo street food.

Il rumore della Città che si affievolisce fino a diventare silenzio a Central Park.

Le bolle ai piedi perché cammini, cammini, cammini e non ti rendi conto di quanto hai camminato.

la Broadway.

Il miscuglio di lingue ed idiomi che ti entra nelle orecchie.

Time Square, il luogo più kitsch dell’Universo.

E tante, tante, tante altre cose.

I Love NYC.

iRoby


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Ieri giornata dedicata al Memorial Center e all’Ossevatorio.

La capacità di ricordare, ricostruire e ripartire degli Americani non finirà mai di stupirmi.

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Nell’ascensore che porta in un lampo nel cielo di Manhattan viene raccontata la storia della progressiva costruzione della Città.

Un filmato breve, intenso e ricco.

Per arrivare agli ascensori si passa dallo strato roccioso su cui sono posate le fondamenta del grattacielo.

Roccia millenaria su cui poggiano tecnologia e futuro.

Una sintesi perfetta.

iRoby


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Non

Ieri, dopo quattro anni, giornata quasi interamente dedicata allo splendido MOMA.

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Considerazione magari banale.

Rendere un museo o una mostra piacevolmente fruibile migliora anche l’intensità con cui se ne apprezzano i contenuti.

Mi spiego meglio.

Potersi sedere ogni tanto, trovare un bagno pulito, essere in grado di dissetarsi e di cibarsi non fa male alla cultura, non è una contaminazione negativa.

iRoby


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Oggi è l’11 settembre e anche quest’anno io sono qua, a Manhattan.

Per dovere?

No, non è questo il senso.

Per piacere?

Neppure, non in questo caso.

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Semplicemnre perché sono.

Sono un occidentale, laico, democratico e liberale.

Sono uno che rispetta le idee e gli orientamenti degli altri ma chiede reciprocità.

Sono uno che ricorda e che non vuole mai dimenticare.

Sono uno pronto, se è il caso, a lottare fino in fondo senza se e senza ma per la libertà mia e degli altri.


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“C’è un messaggio per Trump che arriva dall’Oceano. Si chiama Irma. Viaggia con venti a 300 km all’ora, spinge muraglie d’acqua alte tre metri, si estende per 500 chilometri e promette un disastro sulla fragile Florida. Dice al presidente che la Terra, l’atmosfera, gli oceani sono in collera con lui.”

Questo ha scritto Vittorio Zucconi su Repubblica nei giorni scorsi.

Che Donal Trump non mi sia particolarmente simpatico è cosa nota, così come trovo non condivisibili le sue idee in materia ambientale.

Ma altrettanto è forte adesso la mia antipatia per Zucconi così come è netto il dissenso per i contenuti del suo articolo.

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Speculare su un cataclisma in arrivo, di fronte al quale l’uomo è impotente così come lo sono le sue tecnologie, evento che provocherà morte e devastazione per manifestare una pura propaganda politica non è tollerabile.

Trump ha tanti difetti, ne è il padre se vogliamo, ma non ha certo ancora responsabilità in tema di cambiamento climatico.

Zucconi non sopporta che venga eletto democraticamente qualcuno che a lui non piace, che avvenga in Italia o in qualsivoglia altra nazione del Mondo.

In questo momento serve soprattutto solidarietà ed aiuto per le popolazioni colpite, che sia a Miami come a Livorno.

Il resto sono solo inutili, vuote e fastidiose parole.

iRoby