Sei anni di #iRoby

Tante cose sono cambiate in questi sei anni, in questi 2192 giorni.

Cambiamenti che sono stati commentati da 2325 post, dove è prevalsa la sintesi.

Un voluto stile redazionale, in linea con l’umano che sta dietro il blog.

Quindi anche oggi poche parole.

La giornata è uggiosa e l’umore è malmostoso.

Non è un avviso ai naviganti ma una mera constatazione.

Domani il tempo sarà migliore, ci preannuncia il meteo, vediamo il resto.

Intanto metto un po’ di musica in sottofondo.

New York U2

Perfect Day Lou Reed

(…)

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Di SMAU in SMAU

Era un po’ di tempo che non partecipavo alle edizioni itineranti di SMAU, anche a causa del cambio di ruolo e di lavoro.

Ho ricominciato con l’edizione di Padova 2018, dove ho incontrato qualcuno degli Amici con i quali ho condiviso per anni l’esplorazione delle frontiere più sfidanti della innovazione, della ricerca e del digitale.

Questa volta l’ho fatto da un punto di vista diverso, per la prima volta dalla sedia di chi si occupa di rendere una città inclusiva e intelligente.

Qui le cose che abbiamo raccontato ai pazienti ascoltatori.

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Biglietti comprati

Ancora una volta la saudade per The Big Apple ha avuto la meglio, ancora una volta gli States saranno la meta estiva, quella del long summer trip.

Purtroppo i biglietti sono due, nel senso che c’è anche quello di ritorno.

Una cosa sulla quale devo ancora lavora per compiere il grande passo.

Per adesso però ricordo a me stesso di essere un ragazzo fortunato, per potermi permettere ogni anno almeno un long summer trip to the States e il duplice passaggio a Manhattan.

Per alcuni sono probabilmente noioso, ripetitivo e seriale, però l’attrazione che mi porta dall’altra parte dell’Oceano Atlantico e irresistibile.

Lo so, non sono Born in the USA, ma quando sento New York di Alicia Keys, degli U2, di Liza Minelli e di Frank Sinatra scatta la voglia irreversibile di comprare i biglietti aerei.

… anzi, il biglietto.


… ei francesci che s’incazzano

… però questa volte le balle girano a noi, e non a loro come nel testo della bellissima canzone di Paolo Conte dedicata a Bartali.

Ci girano perché sono affondati nel nostro territorio come in coltello nel burro.

Ci girano perché hanno fatto quello che volevano e se ne sono andati indisturbati.

Ci girano perché il segnale è chiaro, noi per loro siamo il cugino scemo.

Non vorrei che ci girassero perché in fondo ci sentiamo il cugino scemo.

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