Un paese che manca di rispetto …

… è un paese che non merita rispetto.

Ricordo una scritta vergognosa “grazie Liverpool, grazie ictus” nel sottopasso di Settimo Torinese nell’estate del 1994 per festeggiare la sconfitta della Roma nella finale di Coppa dei Campioni e contestualmente la morte di Enrico Berlinguer.

Da allora ho pensato che questo è un paese che non merita rispetto così come non lo merita la sua comunità.

Perché è un paese che non sa avere rispetto.

Perché la sua comunità non sa avere rispetto.

Grazie Sergio.

iRoby


Senza “se” e non vedo “ma”

La morte di un ragazzo è sempre un dramma, ma, a distanza di anni, non posso che ribadire la mia posizione, Carlo Giuliani non è stato una vittima e tantomeno un eroe ma piuttosto un protagonista passivo del suo destino.

Protagonista perché è morto mentre metteva a repentaglio la vita di suoi coetanei servitori dello Stato.

Passivo perché mandato allo sbaraglio da cattivi maestri, quelli che indossano il cachemire e ostentano il Rolex, ma dalla rive gauche.

Nei panni di alcuni politici telegenici non ci dormirei la notte.

Non cattivi maestri ma piuttosto pessimi burattinai.

Il grilletto lo hanno premuto loro.

iRoby

 


Guelfi e Ghibellini

Siamo un paese così.

Ero convinto che fosse sportivamente innaturale per un italiano tifare per la Francia.

E poi, in questo caso, la Croazia era anche oggettivamente simpatica.

Invece gli italiani si sono divisi, nella simpatia – il tifo è una cosa diversa – per la finale tra pro e contro Matteo Salvini.

I neosovranisti a favore della Croazia, gli antisalviniani a favore dei francesi.

Oggi ho visto amici soliti ironizzare sulla baguette sotto l’ascella e la mancanza del bidè tifare per i blues che neanche facessero Asterix di cognome.

iRoby