Un colosso dai pilastri d’argilla

Piove, intensamente ma sicuramente in maniera non violenta o eccezionale da un paio di giorni, e una delle maggiori potenze industriali, politiche e culturali del mondo si sbriciola come un castello di sabbia.

Non sono passati ancora diciotto mesi dalla tragedia del Ponte Morandi e crolla un viadotto dell’autostrada Torino – Savona, quella delle vacanze e dei fine settimana dei piemontesi nel ponente ligure.

Un banale viadotto di una banale autostrada che evidentemente è stato costruito ad cazzum e collaudato ad minchiam.

Poteva essere un’altra tragedia invece, salvo ritrovamenti dell’ultimo momento, sembra essere andata bene questa volta.

Questione di fortuna, nessun merito di qualcuno.

Qui non stiamo parlando di grandi opere, dell’immenso problema di gestire una città unica al mondo come Venezia, qui stiamo parlando, ripeto, di un banale viadotto, persino corto e semplice da progettare, da realizzate e da monitorare.

Questo è il frutto di una politica miope e opportunista che non ritiene un buon investimento occuparsi di gestire il paese.

Una politica che investe invece nella spesa corrente, che punta su provvedimenti demagogici, per riscuotere il consenso come si fa con il contante al bancomat – vedi ad esempio quelle enorme e scellerata fesseria che è il reddito di cittadinanza – piuttosto che programmare investimenti in infrastrutture e la loro manutenzione che garantiscano la continuità della nazione stessa.

Il futuro per la politica in Italia è l’oggi, di conseguenza l’Italia è senza un futuro.

iRoby


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